scaffali: james joyce – finnegans wake

Gli scaffali sono minibibliografie (o a volte anche discografie) compilate a posteriori, prendendo atto del contenuto della libreria.

Chester G. Anderson, Joyce, tr. it. di Maria Teresa Marenco, Leonardo, Milano 1989 (breve biografia con molte illustrazioni)

Anthony Burgess, Re Joyce, Norton 1968, reiss. 2000

Umberto Eco, Le poetiche di Joyce, Bompiani 1982 (da biblioteca, altrimenti irreperibile)

James Joyce, Finnegans Wake, Oxford University Press 2012

James Joyce, Anna Livia Plurabelle, tr. it. di Joyce e Frank, tr. fr. di Beckett et al., Einaudi 1996 (da biblioteca, altrimenti irreperibile)

James Joyce, Finnegans Wake H.C.E., tr. it. di Luigi Schenoni, Mondadori 1982 (capp. 1-4)

James Joyce, Finnegans Wake libro terzo, capitoli 1 e 2, tr. it. a cura di Enrico Terrinoni e Fabio Pedone, Mondadori 2017

James Joyce-J. Rodolfo Wilcock, Finnegans Wake, Giometti & Antonello 2016

Roland McHugh, Annotations to Finnegans Wake, fourth edition, Johns Hopkins University Press 2016

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Scaffali: Ornella Volta

Gli scaffali sono minibibliografie (o a volte anche discografie) compilate a posteriori, prendendo atto del contenuto della libreria.

Ornella Volta: esperta di vampiri e altri mostri letterari, cronista del maggio parigino, in seguito è diventata la massima studiosa di Satie. Non compare su Wikipedia ma su Wikipédia.

Poche le altre tracce di lei in rete:

un suo articolo abbastanza recente su alfabeta

una breve intervista in francese

un articolo su di lei su una rivista di fantascienza che potrei recuperare (in Italia è personaggio di culto per gli amanti dell’horror)

la traduzione inglese della corrispondenza con l’editore parigino che stentava a riconoscerle i diritti per la curatela del libro di Satie

una sua apparizione a un festival cinematografico a Trieste, dov’è nata.

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Scopro OV anche fine traduttrice: nel volume Frankenstein & C., il «prontuario di teratologia filmica» da lei curato, oltre agli arguti interventi critici sono sue anche le versioni dei testi di Stevenson, Wells, Stoker, Leroux, Connell, Seabrook, Swift.

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Lo scaffale di Alice

aggiornato all’ultimo (non) compleanno e pure in ordine cronologico.

• nel paese delle meraviglie di lewis carroll con acquerelli di arturo rackham, fatto italiano da emma g. cagli, istituto italiano di arti grafiche, bergamo s.d. [1908]

• alice’s adventures in wonderland by lewis carroll illustrated by arthur rackham, william heinemann, london 1907, fourth impression 1919

• the complete alice & the hunting of the snark by lewis carroll, illustrated by ralph steadman, jonathan cape, london 1986

• lewis carroll, alice in wonderland, illustrated by lisbeth zwerger, north-south books, london-new york 1999.

• lewis carroll, the annotated alice: the definitive edition (alice’s adventures in wonderland & through the looking glass), introduction and notes by martin gardner, illustrations by john tenniel, w.w. norton & c., new york-london 2000.

• lewis carroll, alice nel paese delle meraviglie, traduzione di aldo busi, testo originale a fronte, feltrinelli 1993 (2004)

• bryan talbot, alice in sunderland, jonathan cape 2007

• lewis carroll, alice, edizione annotata da martin gardner, traduzione e cura di masolino d’amico, illustrazioni originali di john tenniel, rizzoli (bur-extra) 2010

• lewis carroll, le avventure di alice nel paese dell meraviglie attraverso l’arte di yayoi kusama, orecchio acerbo, roma 2013

Quest’anno sarebbe uscito pure (ma lo lasciamo lì dov’è):
The Annotated Alice: 150th Anniversary Deluxe Edition, combining the previous works of Gardner and expanded by Mark Burnstein, president emeritus of the Lewis Carroll Society of North America. It includes features such as more than 100 new or updated annotations, over 100 new illustrations by Salvador Dali, Beatrix Potter, Ralph Steadman, and 42 other artists and illustrators (in addition to original art by Sir John Tenniel), and a filmography of every Alice-related film by Carroll scholar David Schaefer.

A questo punto sarei più per il merchandising: ho già il mug con il gatto che sparisce; via verso le carte da gioco.

fiori di alberto martini

qualche dettaglio, diciamo così, botanico dallo scaffale martiniano.

quelli con la infotografabile carta azzurra da
– alberto martini illustratore di edgar allan poe
, fmr 1984

tre da
– l'opera grafica di alberto martini
di f. meloni, sugarco 1975

uno ciascuno da
– alberto martini
di m. lorandi, electa 1985
– la divina commedia illustrata da alberto martini
, mondadori 2008

 

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scaffali: mervyn peake

MervynPeake dunque siamo passati dal non aver mai sentito nominare mervyn peake al fare provviste per l’inverno (ho anche l’ebook della trilogia in inglese, pur non avendo un lettore di ebook).

titus mi è piaciuto molto, nella sua farraginosa gotica complicatezza che lo sceneggiato della bbc annacqua implacabilmente con scenografie infantili e un umorismo grottesco che è solo un’infima parte della ricchezza del libro. però vale la pena di vederlo anche solo per christopher lee, jonathan rhys meyers e ian richardson (purtroppo nel frattempo deceduto anche nella realtà). così ho appreso come gli inglesi  pronunciano fuchsia: fiuscia. la cosa mi ha scioccato, inutile negarlo.

scaffali: veronelli

«scomparsi i gigi della gnaccia.  chi di noi non li ricorda, noi dico, noi ripeto, noi che amando la vecchia milano non riusciamo ad amare la nuova?
venuti dal monte amiata in cento, in mille, i gigi della gnaccia, a battere le vie cittadine; in cento, in mille ad affollare le uscite delle scuole e delle fabbriche.  uscivi e avevi allegria dal gigi, dalla gran teglia di rame stagnato sui trespoli, dalla sottile brace di legno di castagno nello scaldino sotto, dall'umile torta con quella superficie piena di grinze e righe a far contrasto con la grassezza della pasta dentro.
il «mio» gigi attendeva noi bambini – taciturno, sbracato ed aggressivo – all'uscita delle elementari in piazza archinto, nell'isola (a quei tempi, ripeto; oggi quell'al di là di porta garibaldi è tutt'altro che un'isola).  riempiva i sogni dei miei pomeriggi, gni poco a tastare, irrequieto, nel banco, quei 10, 20 centesimi per il gran pezzo di bronzeo castagnaccio.  la felicità era certo una facile conquista.»
                luigi veronelli, guide veronelli all'italia piacevole: lombardia, garzanti 1968.

mi sembra un passo opportuno da trascrivere oggi che l'autunno sembra effettivamente arrivato nella piazza suddetta.
dopo aver trovato questo volumetto tra i libri di mio padre, mi sono appassionata alla prosa del mai troppo rimpianto anarcoenologo e ho fatto qualche ricerca: a questo punto lo scaffale è così composto.

alla ricerca dei cibi perduti, ristampa di deriveapprodi, 2004
guide veronelli all'italia piacevole:
liguria
piemonte e valle d'aosta
umbria e marche
lazio
lombardia
campania
sardegna
toscana
bere giusto, rizzoli 1971 (bur 1981)
i cocktails, rizzoli 1963 (ristampa 1975)

le letture propedeutiche newyorkesi

continuano – dopo l'isola delle colline di maffi, corrado augias che devo dire serve sempre, pezzi e bocconi di american gangster di mark jacobson, i primi 2 gialli di nero wolfe (ho questi splendidi omnibus mondadori di stout trovati su ebay, ma i romanzi sono noiosissimi, non ci si può credere!), chiamalo sonno di h. roth e washington square di h. james – con underworld di delillo.
ora, prima che lo leggessi il volo era stato prenotato, e si dà il caso che cada il giorno dello shot heard 'round the world intorno a cui ruota tutto il libro (a cui aggiungere, se vogliamo, il fatto che sono nata il giorno 13 e la somma delle ultime due cifre del mio anno di nascita dà 13).
sono circa a tre quarti, e a questo punto trovo rigenerante un libro in cui si segue il destino della spazzatura e di una palla da baseball, non dei personaggi.

scaffali: simenon

è un bel po' che non compilo uno scaffale; da ben prima che esistesse anobii.com, in ogni caso. dove tutto questo vecchiume non entrerà mai, sono pessimista.
trattasi di scaffale familiare misto.

– le memorie di maigret, trad. di p. braccialarghe, mondadori 1961
– maigret e la giovane morta, trad. di g. cerelli, oscar mondadori 1974
– maigret e la famiglia felice
, trad. di e. cantini, oscar mondadori 1975
– maigret e il fantasma
, trad. di p. caruso, oscar mondadori 1975
– maigret e gli aristocratici
, trad. di b. just lazzari, oscar mondadori 1976
– monsieur gallet décedé
, presses pocket, 1976
betty, trad. di g. luzzani, adelphi 1992
– 2 copie di l'uomo che guardava passare i treni, trad. di p. zallio messori, adelphi 1992 e 1993 (quinta edizione e sesta edizione – qual era di chi? gradi di scoloritura diversi, uno è senza il talloncino del prezzo)
– les fiançailles de monsieur hire, presses pocket 1994
– la vedova couderc, trad. di e. franzosini, adelphi 2000, copertina che ha preso l'acqua
– l'uomo di londra, trad. di g. pinotti, + il viaggiatore del giorno dei morti, trad. l. frausin guarino, mondolibri 2000 (seconda mano)
– pietr il lettone, trad. di y. mélaouah, adelphi 2001
il crocevia delle tre vedove, trad. di f. ascari, fabbri editori 2003
il porto delle nebbie, trad. di e. muratori, fabbri editori 2003
– tout simenon 1, omnibus 2003
comprende la fenêtre des rouet, la fuite de monsieur monde, trois chambres à manhattan, au bout du rouleau, la pipe de maigret, maigret se fâche, maigret à new york, lettre à mon juge, le destin des malou (letto solo tre camere a manhattan, non mi è piaciuto granché)
la neve era sporca, trad. di m. visetti, adelphi 2004
la ballerina del gai-moulin, trad. di p.n. giotti, adelphi 2005

qui c’è qualcosa che non va

se la serata su beckett di giovedì scorso alla cineteca italiana parte funestata da guai coi microfoni e una copia del documentario di john reilly veramente pessima (si vedeva e si sentiva male, poi a un certo punto l’audio si è sfalsato dal video restando in ritardo per dieci minuti buoni; gli errori nei sottotitoli invece consideriamoli routine). no, così, per lamentarsi un po’. poi io sono uscita perché avevo fame e avrei sofferto troppo a rivedere un’altra volta film.
fittissimo l’intervento di luca scarlini, commovente comunque il documentario che – a chi ha resistito a una parte piena di professori irlandesi che rivendicano l’irlandesità di b. e a un’altra parte lunghissima sulla ricezione americana di b. – regala le interviste con un paio di vecchietti francesi di roussillon che hanno conosciuto b. durante la guerra, e alla fine qualche rara moving image di b. stesso: mentre supervisiona la versione americana di what where e mentre, quasi spiato (da chi?), si addentra in un cortile, visto di spalle, con una strana andatura dinoccolata.
il centenario in italia.
il mio link beckettiano preferito. (potrebbe diventarlo per chiunque senta la necessità di tenere sull’ipod una versione di krapp, per qualsiasi evenienza.)

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scaffali: nikki sudden (rip)

che c'è di meglio di una domenica mattina di primavera per rispolverare (alla lettera) i dischi di nikki sudden. when i cross the line…

Nikkisudden jacobites (ns e dave kusworth), robespierre's velvet basement, glass, 1985
jacobites (ns e dave kusworth), the ragged school, twintone, 1986
nikki sudden & the jacobites, texas, creation, 1986
nikki sudden & the jacobites, dead men tell no tales, creation, 1987
nikki sudden & the french revolution, groove, creation, 1989
nikki sudden, the jewels thief, ufo, 1991

in streaming un grandissimo concerto di due settimane fa alla radio newyorkese wfmu.
download di favolosi blues acustici sul suo sito (soprattutto pockets full of silver)
altri mp3 sul sito della secretly canadian (tra cui l'indispensabile shame for the angels dei jacobites).