ho forse bisogno del cofanetto di springsteen?

sinceramente non pensavo proprio di dover aggiungere nulla alla versione di the promise del celebre bootleg all those years, registratami più di 25 anni fa dal compagno di classe springsteeniano collezionista.

Ampex1

tutavia le notizie sull'uscita degli inediti di darkness e del relativo documentario mi hanno piantato in testa un così insistente ritorno della canzone* da imporre la verifica hardware.

Ampex2

dunque, the promise si sente abbastanza bene (anche se il fruscio del nastro minaccia di soffocare gli adorabili crepitii del vinile), for you pure,** ma un tentativo di fast forward fino a because the night ha rivelato la natura mortale della ampex e del suo commovente bollino dorato.
because the night
c'era già sul cofanetto live 75-85 che coronò, suggellò e sigillò*** il mio springsteenianesimo (del quale non ho nostalgia), eppure, con i tempi che corrono, inizio a pensare che di tali capolavori possa essere opportuno foderarci la casa. 3 cd e 3 dvd? improvvisamente non sembrano troppi.

* le canzoni di springsteen fino a born in the usa le so praticamente a memoria, pur avendole assimilate nel giro di pochi anni e poi quasi più ascoltate perché mi fanno male alla salute. (quando mi imbatto in un dj radiofonico che mette the river come una qualsiasi canzonetta vengo colta da impulsi omicidi.)
** l'ho mai detto che greetings è forse il mio album preferito di springsteen? (di solito non lo dico per non fare un torto a darkness e nebraska).
*** vedere il concerto del tour di tunnel of love fu praticamente un rito di passaggio: ho anche qualche disco successivo, sì, ma la fase acuta – pur mai rinnegata, tant'è vero che parto lancia in resta al sentire definizioni spregiative come «il piangina del new jersey» – era terminata.

 

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2 thoughts on “ho forse bisogno del cofanetto di springsteen?

  1. hanz novembre 28, 2010 / 5:16 pm

    io non sono mai riuscito a farmi piacere springsteen.
    e si che anch’io ho avuto i compagni di liceo fanatici che mi registravano cassette, e persino ora ho un amico tardo-springsteeniano (nel senso che c’è arrivato in età matura ma pare non poterne più fare a meno) che mi fa una testa così. io mi impegno, ho persino comprato il cofanettino rosso con i primi 7 album… ma niente. massimo rispetto per il Boss, ma riesco a sentire con una “certa” continuità solo i dischi acustici (Nebraska, Tom Joad) e qualche canzone sparsa.
    chissà, forse è perchè o ci cresci, col Boss, o arrivarci dopo è difficile, soprattutto da un angolo tutto sommato velvettiano come il mio.

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  2. rose novembre 29, 2010 / 11:17 am

    l’angolo prevalente è quello anche per me, eppure sono vulnerabile non solo al lato acustico/guthriano di springsteen (il colpo di fulmine credo sia stato atlantic city) ma anche a quello rock classico. e una volta che ti sei affezionato, sentire certi accordi di pianoforte e quei simpatici campanellini è – per cadere a piedi uniti nella retorica springsteeniana – come tornare a casa…
    però mi accorgo di non essere assolutamente in grado di dire se ho sentito prima springsteen o i velvet underground; sarebbe importante saperlo per capire se funziona come un imprinting – o una vaccinazione :o)

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