graficamente, bilbao

si è distinta per:

il motivo curvilineo sulle strisce pedonali

il carattere «basco» (in poche minime varianti) di quasi tutte le insegne. magari se avessi visitato il museo di cultura basca al casco viejo ne saprei di più; da google invece si evince poco, se non che bisogna chiedere a thierry arnaut, il quale si è studiato il carattere e ne commercializza versioni elettroniche. a me non ricorda tanto delle lapidi medievali quanto un gusto smaccatamente anni settanta, chissà perché. comunque non è una gran bellezza.
quanto alle sonorità della lingua basca: non pervenute. in 5 giorni trascorsi fra città e montagne (bazzicando il più possibile locali e mezzi pubblici), neanche due persone che si parlassero in euskara, maledizione.
(agli avidi di manifestazioni di orgoglio basco non resta che prendere nota delle bandiere che denunciano la dispersione dei prigionieri eta in carceri lontani; e forse qualche graffito indipendentista in zone molto periferiche di bilbao.)

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4 risposte a "graficamente, bilbao"

  1. fuchsia settembre 1, 2010 / 10:22 pm

    Grazie delle spiegazioni. Ho visto le foto su Flickr e non avevo capito che si trattava di strisce pedonali. Sono graziose. Quanto alle insegne, ho pensato istantaneamente a reperti vintage, non certo a un carattere basco che non immaginavo nemmeno esistesse. Sarà il colore, ma l’effetto anni settanta è indubitabile. In particolare questa insegna mi ricorda una pasticceria di quando ero bimba.

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  2. rose settembre 2, 2010 / 12:24 pm

    una città abbastanza severa, ma con questi tocchi quasi fumettistici…

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  3. pessima settembre 6, 2010 / 2:26 pm

    Bilbao non è (quasi più) basca. Per vedere i baschi, quelli veri, per sentirli parlare, per essere lievemente sorpresi dal fatto che ai bar nessuno ti serve, ti servi da solo, il vino, le tapas te le vai a prendere, devi andare all’interno. Consiglio Vitoria, bella città, bella gente, vivibile.

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  4. rose settembre 6, 2010 / 5:00 pm

    eh, per vedere il vero paese basco c’è da andare nell’interno e magari anche non d’estate… paradossalmente, direi che ho avuto troppo beltempo!

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