che vogliamo dire dei pixies a ferrara

Marshall purtroppo ero in un posto un po' infelice (ai concerti si sta o vicino o lontano, a stare in mezzo non vedo nulla tranne quando salto, specie in una piazza acciottolata lievemente in discesa), però non mi lamento: la visuale appannata ha contribuito a farmeli ascoltare un po' come se fosse ieri, a parte che, intendendo ieri come il 1990 al rolling stone di milano, accanto non avrei avuto uno che usava l'iphone per riconoscere jane says fra i pezzi diffusi durante l'attesa… ma non divaghiamo.
dunque non si sa se allora ero più vulnerabile o se il ricordo si confonde con l'asprissimo disco live alla bbc, ma in confronto, stavolta, ho sentito un concerto tondo come le bolle luminose che c'erano sul palco, gradevole come i colori da caramella delle luci (belle – la band che attacca con cecilia ann in controluce fa un figurone, epica).
certo, urlato e frenetico dove doveva, ma – complice forse il volume non alto imposto dal centro città; comunque si sentiva bene – elaborato, rodato, rifinito come un classico. ciò che, giustamente, è.
mi è piaciuto tanto, e ti pareva; più peculiare sarebbe a questo punto ricordarsi se l. ha mai finito il video di bone machine (era bone machine?) per girare il quale era necessario un uccello morto e salire sul tetto del duomo con la sua camera vhs. un ricordo bizzarro che non mi ha mai abbandonato.

gruppo prevalente sulle tshirt: sonic youth.

setlist

viva david lovering

che un concerto venisse interrotto a metà per pressione sulle transenne non mi era mai capitato, neanche in stadi strapieni dove stavi in piedi pur senza sostenerti tanta era la gente. forse i pacifici romagnoli organizzatori avrebbero dovuto assoldare qualche energumeno in più… va be', ci abbiamo guadagnato una surreale conversazione su neil young fra kim deal e frank black.
comunque negli ultimi anni pare si vada di continuo a ferrara, e tutte le volte tempo bellissimo.

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5 thoughts on “che vogliamo dire dei pixies a ferrara

  1. fuchsia giugno 11, 2010 / 10:53 am

    “Ferrara sotto le stelle” è una manifestazione molto interessante e la piazza – come tutti il centro storico cittadino, del resto – è talmente bella che tutte le volte che ci vado rischio la sindrome di Stendhal. Peccato però che non sia un luogo adatto ai concerti. Quando vidi gli Interpol tre anni fa ebbi gli stessi tuoi problemi.
    Interessante il dato sulle magliette dei Sonic Youth.

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  2. rose giugno 11, 2010 / 2:52 pm

    sì sì, gloria comunque a ferrara sotto le stelle!
    stare al bar a guardare la sfilata di magliette è stato divertente. secondi sono arrivati i pavement, direi.
    ma pensa, gli interpol… si sono comportati bene? io li ho visti nel 2003, mi sa, però mi parvero blandi, dopo non li ho praticamente più ascoltati.

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  3. fuchsia giugno 11, 2010 / 4:25 pm

    So che molti non sono d’accordo, ma io ritengo Our Love to Admire degli Interpol uno dei dischi più belli del decennio, in assoluto il loro lavoro migliore, sempre secondo i miei gusti. Ti confermo che dal vivo sono veramente poco convincenti, o almeno questa è l’impressione che ne ebbi io sbirciandoli appunto a Ferrara tra una testa e l’altra. Un’esibizione piuttosto statica, soprattutto da parte del frontman, e un atteggiamento abbastanza spocchioso. Figurati che non fecero nemmeno il soundcheck e rimasero trincerati nell’hotel (proprio quello in piazza a sinistra del palco) credo per evitare di incontrare i fans. Tutto l’opposto il gruppo che aprì la serata, i Deus, che conobbi proprio in quell’occasione: lungo soundcheck godibilissimo e grande disponibilità quando te li ritrovavi seduti accanto al bar. Va da sè che ho cominciato a comperare anche i loro cd.
    Comunque il bello di Ferrara sotto le stelle è proprio questa sensazione di avere l’artista vicino, non so perchè, forse perché la piazza è piccola, forse perché la città è speciale. E poi è vero, anch’io ho sempre trovato tempo stupendo. Oh che nostalgia se penso al giardino degli aranci!

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  4. hanz giugno 12, 2010 / 9:48 pm

    viva david lovering, si. io ogni volta mi aspetto che faccia un numerillo di magia prima dei bis, ma poi mi dico che di magia ce n’é già abbastanza così.

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  5. rose giugno 12, 2010 / 10:33 pm

    ha voluto accaparrarsi il titolo di mago della batteria!
    i deus, succede sempre qualcosa per cui non riesco a vederli in concerto. prima o poi ce la farò.

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