varie musicali

• ci sono mica notizie di suoni e visioni, gloriosa rassegna musicale curata ogni primavera da enzo gentile per la provincia di milano? con l’aria che tira nelle istituzioni, vero… (il consiglio di zona 6 si è dimenticato di patrocinare il 25 aprile, per esempio.)
non solo mi accorgo solo adesso del vuoto, ma ho perso un incontro da cui si poteva forse dedurre qualche informazione. chi sa, parli (toccherà mica telefonare in provincia o pedinare il curatore).

UPDATE 5.5: ora il sito dice esplicitamente «sospesa per motivi di bilancio».

il nuovo materiali resistenti mi pare poco impressive, però c’è un pezzo degli offlaga e la voce di mara redeghieri svetta.

• va be’, ammetto che l’ultimo acquisto discografico non è che l’ennesimo disco di robyn hitchcock, cari ascoltatori, propellor time, neopsichedelico e jingle-jangle e ironico come te l’aspetti (dunque tutto bene), un robyn più classico di goodnight oslo, direi. tocchi americaneggianti come sempre con i venus 3, vari ospiti, qualche ottimo pezzo tra cui quello scritto con johnny marr, ma non ho ancora in mano l’agognata copertina con relative note di copertina.
avrei pure potuto risparmiare una decina di dollari e un po’ di tempo se avessi saputo che ci si poteva rivolgere in uk all’oscura sartorial records,* come apprendo ora da questa intervista che raccomando caldamente, al di là dell’informazione discografica, in quanto divertente (almeno se non vi disturba sentir parlare ampiamente di morte) e illuminante (anche sulle questioni paratecnologiche di cui sotto) come ogni verbo pronunciato da rh.
«Meanwhile up in Cambridge my old hero Syd Barrett lay dying as we were
writing Propellor Time, though we didn’t know it», e non aggiungo altro.

*ma c’era da temere che mi mandassero l’album su cassetta. questo non lo voglio, neanche autografato.

ps  solo per fan di rh e/o del barbican centre: robyn hitchcock’s black cab session.

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10 thoughts on “varie musicali

  1. ivan aprile 21, 2010 / 10:33 am

    e quanto l’hai pagato ‘sto disco? così per vedere se poteva reggere il confronto con il mio prezzo!

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  2. rose aprile 21, 2010 / 12:03 pm

    ove si dimostra che sostenere i record shop nostrani conviene… (è che poi a me sembrerebbe di disturbare, con certe richieste).
    19,99 dollaroni, ma non ricordo le spese postali. eh, ma tu me lo regalavi il download digitale?? :oD

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  3. ivan aprile 21, 2010 / 12:42 pm

    20 neuri!!!!
    in tanti vinili c’è all’interno il dowload digitale!
    e a volte anche il cd fisico!
    disturbare?

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  4. rose aprile 21, 2010 / 2:30 pm

    in neuri, fa circa 15, penso – certo, da te potrei comprare altri dischi e accorpare la spedizione… impossibile prevedere l’entità del danno economico complessivo :o)

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  5. fuchsia aprile 21, 2010 / 10:05 pm

    cara Rose, innanzitutto grazie per questa profusione di informazioni. Poi: il fatto che Ivan abbia indovinato il tuo acquisto significa che è un ottimo venditore. Inoltre: non capisco questa storia del “disturbare” e del “non essere aggiornata”. L’unico negozio di dischi presso il quale bisogna recarsi preparati, aggiornati, freschi di buscadero e con le idee chiarissime è carù. Tutti gli altri venditori di dischi, te l’assicuro, adorano dare consigli e informare i clienti sulle novità. Sbaglio, Ivan?

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  6. rose aprile 22, 2010 / 9:37 am

    ma infatti, si ricade più che altro nel problema tempo… voglio fare la suppellettile in un negozio di dischi! fare amicizia con il venditore (peraltro a volte affetto da subdolo maschilismo alla hornby)! passarci pomeriggi ad ascoltare le novità!
    (ora però torno alla pigna delle ristampe)
    ps ivan è l’unico venditore di dischi a leggere il mio blog, per ora :o)

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  7. ivan aprile 22, 2010 / 3:14 pm

    non sbagli purtroppo in realtà è molto diversa, la gente generalmente non ‘affronta’ il negozio di dischi con questo spirito (e io la colpa la addosso a tutti quei negozianti che hanno per anni professato la via del: il disco non esiste, se non c’è nel catalogo non si può trovare, ma sei sicuro che sia uscito? etc etc per non dire del: il disco è cellophanato non si può aprire , se fosse per me vieterei il cellophane nei dischi)
    ps.: effettivamente le volte che ‘spintonavo’ il sabato mattina per arrivare al banco da carù lo facevo con tanto di foglio manoscritto in evidenza (devo dire la verità che però preferivo rocco e l’antipatico villa per la mia preferenza per le sonorità britanniche)

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  8. rose aprile 22, 2010 / 8:58 pm

    (leggendari i sopraccigli inarcati dei commessi di buscemi a milano…)

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  9. fuchsia aprile 22, 2010 / 10:17 pm

    A pensarci adesso, che sciocchezza tutta quella presunzione, intimorire così la clientela…e poi è verissimo il maschilismo di cui parla Rose. Vorrei essere meno pigra per farci un post. Chissà. (tedesco permettendo)

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  10. rose aprile 22, 2010 / 10:21 pm

    io le troverei interessanti, le memorie dei tuoi record store days (dopo l’esame magari)

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