ultima rimpatriata di folk apocalittico

dei concerti della settimana scorsa, ovviamente ho perso quelli divertenti e sono andata a sentire sol invictus sabato.
del resto mi toccava; visti più volte douglas p e david tibet, tony wakeford prima o poi doveva arrivare.
come al solito non ho scritto la setlist, ma somigliava abbastanza a quella di lipsia.
quanto alla riuscita, per immaginarsela si può vedere un po' del concerto di itri dell'altr'anno: per esempio abattoirs of love o sawney bean.
il nostro panzone si è esibito seduto, lasciando buona parte della scena al più vispo andrew king, particolarmente apprezzabile in una gran versione di black easter (lui fa we take death out of the village, we bring summer into the village).
al basso e ogni tanto ai tamburi c'era questa caroline jago, mentre la signora al violino e flauto era un po' l'anello debole (volendo fare del folk, per quanto apocalittico, bisognerebbe essere vagamente più ferrati).

il tunnel ha ripreso a fare concerti, e rispetto agli anni che furono hanno trovato il modo di far funzionare il riscaldamento (sempre pessimo essere cacciati appena dopo il concerto, come se stesse per scatenarsi chissà quale forsennato clubbing).
certo la ship of fools londinese sarebbe meglio (vedo che l'anno scorso c'è andata pure la vera rose!)

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