hopper

Hoppereccolo qui in tutta la sua infinita riproducibilità.
non abbiamo più parlato della mostra di milano: in cui si sperava di vedere ancora più quadri, e più quadri famosi, ma nonostante la pubblicità milanocentrica era abbastanza ovvio che il museo whitney di nyc mica si poteva svuotare per noi…
nonostante ciò:

– ho visto gli autoritratti e i quadri parigini, che non conoscevo

– l'ossessione architettonica emerge in maniera soddisfacente, come pure, mi sembra, un grande influsso della fotografia nelle inquadrature: forse è la cosa più specifica della composizione di hopper, un'accettazione della struttura del soggetto da riprodurre che porta a non affollare volutamente cose nel quadro, e invece lavora sul taglio come un mirino fotografico

– i disegni preparatori e il registro d'artista in mostra svelano qualcosa di particolare, un forte pragmatismo: ogni quadro un lavoro di cui tenere traccia, facilmente rappresentato da una vignetta; il colore pianificato nella sua stesura quasi come nella lavorazione di un fumetto (adesso non trovo un esempio online, ma intorno al disegno sono scritti tutti i nomi delle tinte da usare poi sulla tela in rapporto a ogni porzione del soggetto).

Annunci

4 thoughts on “hopper

  1. Fainberg novembre 27, 2009 / 2:14 pm

    Avrei voluto vederla, visto che ero già a Palazzo Reale per la mostra Shunga, ma la fila per i biglietti di Hopper era interminabile. Ho desistito, senza troppi rimpianti, perché il battage pubblicitario che hanno fatto attorno a questa mostra mi sembrava eccessivo, fastidioso. Dici che ne vale invece la pena? Visto che resta a Milano ancora per qualche tempo…

    Mi piace

  2. rose novembre 27, 2009 / 4:17 pm

    be’, questa cosa che hopper deve piacere a tutti è veramente discutibile…
    però nella mostra finisci per ritrovare un bel pezzo di cultura americana, e le opere d’arte così famose – quelle che ti sembra di conoscere già – secondo me val sempre la pena di vederle dal vero. (se invece hai già visto tutto hopper nei musei americani, per dire, puoi pure stare a casa: non è che gli allestimenti di palazzo reale facciano di per sé urlare al miracolo)
    invece alle mostre giapponesi di palazzo reale ho smesso di andarci: amo il genere, ma quando è troppo è troppo!
    (domani invece apre kusama al pac, lì andrò.)

    Mi piace

  3. hanz gennaio 1, 2010 / 8:39 pm

    vista oggi la mostra, approfittando della scarsa coda (la gente era ancora con le gambe sotto il tavolo, probabilmente).
    devo dire che mi è piaciuta. non avendo visto altre mostre su hopper, e – ahimè – tantomeno nei musei americani, non sono stato influenzato dal confronto. interessante la parte che mette a confronto schizzi preparatori e opera finita (anche a me ha rimandato a certo fumetto: in particolare a magnus e la sua fantastica maniacalità nella preparazione delle tavole). e alla fotografia, e a certa letteratura (alcune immagini mi riportano a carver…).

    Mi piace

  4. rose gennaio 1, 2010 / 11:21 pm

    proprio un concentrato dell’america da amare… bello.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...