hitchcock e new york

Una cosa che mi sono spesso chiesto in seguito: perché non avevo mai fatto nessun tentativo di visitare l’America fino al 1927? Me lo chiedo ancora adesso. Incontravo costantemente degli americani, ero in grado di leggere perfettamente una carta di New York e conoscevo a memoria gli orari dei treni americani, perché mi facevo spedire gli orari ferroviari: era il mio passatempo preferito. Potevo descrivere New York, dove si trovavano i teatri, i grandi magazzini. Quando parlavo per un po’ di tempo con degli americani, mi chiedevano: «Quando c’è andato l’ultima volta?». Io rispondevo: «Non ci sono mai stato». Non è strano?

(il cinema secondo hitchcock di françois truffaut, pratiche editrice, parma 1985, p. 102)

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6 thoughts on “hitchcock e new york

  1. rose febbraio 7, 2009 / 10:34 pm

    grazie a te: anche da queste parti siamo sul piede di guerra.

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  2. fuchsia febbraio 13, 2009 / 9:32 pm

    “[…]in an attempt to dream up his own paradise he plunged into a love affair with the United States. Soon Keith had read every book on America he could put his hands on in the local library and it was said among his relatives that he knew more about his adopted country than his native one.
    When one of his aunts moved to California and sent him a map of the state, it became his most treasured possession.”
    da “Keith Richards-The unauthorised biography by Victor Bockris”
    Sono appena incappata in questo passaggio e mi sono ricordata del tuo post. Di coincidenza in coincidenza…

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  3. rose febbraio 14, 2009 / 7:55 pm

    carino! marianne faithfull dice che keith è una gran brava persona.

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  4. fuchsia febbraio 14, 2009 / 9:34 pm

    Sì, la biografia di Bockris sembra confermarlo.
    Vedo che anche tu dici un gran bene del disco di M.Faithfull. Ne terrò conto.

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  5. rose febbraio 17, 2009 / 10:24 am

    be’ sai, sono cover, ma io ho una passione per le cover belle e queste lo sono da pazzi: adesso down to dover di dolly parton, hold on hold on di neko case e persino the crane wife dei decemberists appartengono a marianne, non le posso più sentire in nessun altro modo.

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