daniel day-lewis

con there will be blood arriva al terzo capitolo della sua epica americana, dopo l’ultimo dei moicani e gangs of new york.  a questo punto i film in costume  – contiamo anche camera con vista, l’età dell’innocenza, the crucible che non ho visto – prevalgono tanto nettamente nella sua filmografia rispetto all’asse jim sheridan e alle varie ed eventuali* da relegare a un oscuro passato l’esordio come protagonista in my beautiful laundrette.
furibondo, dolorante, storpio più nell’anima che nel corpo, daniel-daniel estrae l’oro nero dalle viscere della california più fangosa e polverosa che si sia mai vista, gettando con vigore luciferino le basi della nostra ormai stanca modernità a scoppio.
un film desolato e pieno di musica, sempre addosso ai personaggi, una specie di dead man realistico.
(ah, i tempi spensierati di fergus o’connell dentista in patagonia)

* ma the ballad of jack and rose è uscito in italia? pare ci sia anche lì l’inquietante paul dano.

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2 thoughts on “daniel day-lewis

  1. lafrency marzo 11, 2008 / 10:38 pm

    ciao, ho visto la tua borsa di gerard darel sul blog di superqueen e mi è piaciuta molto. Non per farmi i fatti tuoi, ma potresti dirmi gentilmente all’incirca quanto costa? grazie mille frency

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  2. rose marzo 12, 2008 / 6:14 pm

    mais oui, ti ho risposto via splinder!

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