milano lo scorso weekend

presentava questa fitta concentrazione di concerti britannocentrici.

venerdì: nella rassegna mito, london sinfonietta suonava sergeant pepper. e fin lì. però è stato tenuto accuratamente  nascosto, direi quasi con determinazione, che sarebbe intervenuta una fitta delegazione di personaggini quali residents, marianne faithfull, jarvis cocker, beth orton, non-so-più-chi ma soprattutto robyn hitchcock. (ebbene sì, robyn hitchcock ha cantato due canzoni dei beatles a rho, avrei potuto esser lì per la modica somma di 5 euro + biglietto del metrò, e invece non c'ero.)

sabato: art brut al parco, concerto supersponsorizzato, dunque gratuito. è stato molto divertente sentire dal vivo l'originale di mio fratellino ha scoperto il rock'n'roll dei 3 allegri ragazzi morti, solo 3 settimane dopo il concerto dei medesimi.  si è saltellato parecchio.
il batterista lavora in piedi, i  chitarristi fanno due personaggi di tales from the crypt e con la bassista rotondetta è facile identificarsi.  eddie argos ha i colori improbabili dell'inglese di ascendenze mediterranee – somiglia all'attore alfred molina, nota di p. – e ha cambiato le parole di emily kane perché dopo il successo della canzone l'ha incontrata (non è più vero che non la vede da 10 anni e non sa dove abita); citazione di there's a light that never goes out sul finale della medesima.

domenica: david sylvian al conservatorio, per essere lì invece si è dovuto rompere il porcellino di ceramica. scaletta simile a quella di stoccolma. il bassista col kilt.
p. insiste che quelli di sylvian sono concerti belli ma freddi (c'è chi li considera francamente noiosi). ora, è chiaro che tutto questo variare gli arrangiamenti delle canzoni e trattare ink in the well quasi fosse uno standard jazz e ricamare la trama sonora raffinatissimamente e stare del tutto immobili sul palco sarà sì professionalità ma anche timidezza, ogni fan di sylvian lo sa.
pur senza nostalgia (ah ah), perché i pezzi di snow borne sorrow sono ottimi, si viene per sentire la sua voce, e brilliant trees spogliata della religiosità della tromba trova una sua quotidianità, ghosts risorge più eterna che mai (non per ridurre la musica a triviali meccanismi psicologici, ma già faceva  piangere quando non la capivamo, figuriamoci) in questo mondo sonoro di una coerenza ipnotica, mondo che sempre ruota attorno ai suoi poli introspezione emotiva / esplorazione sonora, intensità vocale / curiosità strumentale, e allora viene da chiedersi se l'autonomia di un mondo così (pur ricco di divagazioni, improvvisazioni, tentazioni, ma solo al suo interno) sia una buona cosa.  farci un giro ogni tanto è bellissimo.

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2 thoughts on “milano lo scorso weekend

  1. rose settembre 26, 2007 / 9:22 am

    un invito a nozze per la mia smania di stare non sopra ma sotto un palco… una bulimia non poco velleitaria, credo sia (ancora vent’anni dopo!) una reazione a un’adolescenza completamente deprivata di concerti.

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