un questionario libresco

partorito da liseuse. che però non l’ha compilato!

1. Finisci sempre i libri che inizi? (oppure ti appelli a Pennac ecc ecc)
 
– quasi sempre (se comincio a leggere un libro è perché m’interessa, quindi voglio sapere com’è) però capita che alcuni li pianti lì involontariamente abbastanza all’inizio, con l’idea di riprenderli prima o poi.

2. Come scegli i libri? Sei il tipo impulsivo o segui metodici filoni di lettura?
   
– d’impulso, ma con associazioni e occasionalmente manie monografiche.

3. Che riviste e/o giornali e/o inserti e/o rubriche di recensioni leggi regolarmente?
   
regolarmente quasi nulla. alias del manifesto, lo straniero.

4. Consigli di letture: meglio un amico o D’Orrico?
 
– meglio un blog 🙂 però delle suddette pubblicazioni mi fido abbastanza.

5. Multilettore o monolettore: leggi più di un libro contemporaneamente?
   
– spesso sì. perché gli argomenti sono diversi, o perché uno si può portare in borsetta e l’altro no… al momento, sono due da leggere davvero e due che si possono leggere a pezzi. altri due stanno pericolosamente scivolando verso il punto  1, ma forse li recupero. altri cinque o sei, o dieci hanno un segnalibro dentro, ma ormai non ha alcun senso tenercelo.

6. Dove preferisci procurarti le tue letture: libreria (=soldi che vanno, nuova zavorra che viene in casa…) o biblioteca (il libro che volevi tu lo hanno già prenotato per i prossimi due anni, addio al piacere del profumo di carta intatta…)?
   
– libreria, più che altro per pigrizia. se avessi vicino a casa una bella biblioteca a scaffale aperto, ci andrei.

7. Leggi per amor di lettura o cova in te un nuovo scrittor giovane (o meno giovane)?
– questa è proprio una domanda bizzarra. spero che anche chi scrive legga per amore, non per «lavoro». poi è bello anche leggere per lavoro, ma dipende… dal lavoro.

8. La tua lettura preferita in bagno?
– non leggo in bagno, ma quand’ero piccola mi portavo il catalogo postal market.

9. Cosa leggi sui mezzi di trasporto (se hai la “fortuna” di fare il pendolare)?
– tragitto breve… ci vuole un libro che mi motivi a tirarlo fuori dalla borsa, più raramente una rivista. attualmente mccarthy’s bar di pete mccarthy.  in un certo periodo ho letto la trilogia di pennac quasi tutta in autobus.  e quando prendevo il treno, allora leggevo veramente molto!

10. Il film tratto dal romanzo: visione prima o dopo il libro?
 
– dopo! questa l’ortodossia, ma a volte ovviamente capita anche il contrario.

11. Leggendo trovi una parola sconosciuta: te la appunti e la cerchi nel dizionario o fai finta di niente, fidandoti del tuo intuito lessicale e mollemente adagiandoti sulla tua pigrizia?
– sempre fatto finta di niente, sin dalla più tenera età. infatti, a furia di dedurre il senso dal contesto, mi sono fatta anche idee bizzarre. continuo così con le 2 lingue straniere che leggo (inglese e francese).

12. Il libro che ti ricorda un grande amore:
– accidenti, non ce l’ho un libro così.

13. Il libro giusto per l’estate (meglio prepararsi per tempo):
– ho provato, ma non riesco a fare abbinamenti col tempo atmosferico. rispetto alla disponibilità di tempo delle vacanze, ovviamente viene da pensare a libri lunghi! ma se non vai in vacanza in macchina, ci vogliono libri leggeri… una volta al mare ho letto the moor’s last sigh di rushdie col metodo 11. comunque ci vuole: un bel giallo.

14. Il libro giusto per l’inverno (anche se non fa freddo, ci siamo ancora):
– per quest’inverno: un giorno all’anno di christa wolf. sempre: romanzi classici dell’ottocento – qui mi è venuto l’abbinamento atmosferico, non so perché. anche: saggistica che tenga sveglio il cervello. va sempre bene: un bel giallo.

15. Consigliami il tuo libro cult:
io di solito non consiglio nulla, al limite potrei citare: alice nel paese delle meraviglie, la cognizione del dolore, la vita istruzioni per l’uso, guida galattica per autostoppisti. (se cult invece vuol dire una scoperta fantastica che conosciamo solo in quattro, sono impreparata.)

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5 thoughts on “un questionario libresco

  1. liseuse gennaio 10, 2007 / 7:20 pm

    🙂
    Grande rose! Non l’ho compilato perché sono in pieno affanno, ma l’ho piazzato sul blog proprio per colmare la mia assenza, perché la cosa più bella del blog è chi lo frequenta!
    Comunque fra non molto dovrei riuscire a infilare il mio profilo tra chi ha gentilmente offerto il proprio.
    Ora però lo posteresti anche da me, dài! Un copia-incolla veloce per la collezionatrice di immagini di lettrici e profili di lettori ;o)

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  2. liseuse gennaio 11, 2007 / 12:38 am

    Grazie 🙂 (così sembra che io parli, anzi scriva da sola. Siam messe bene)
    Dei tuoi consigli mi piacerebbe molti la vita istruzioni per l’uso perché un gran bel titolo e sono anni che vorrei arrivarci, ma mi sfugge, tipo situazione onirica. Gadda, invece, è uno che mi sta qui, e forse sono arrivata a un’età in cui potrebbe essere digeribile, ma dopo 15 anni ancora non mi fido…
    Hai ragione circa la bizzarria della domanda sulla lettura o lo scrittore che cova: probabilmente nasce dopo che più volte mi è capitato di leggere in giro per i blog cose di persone che fanno spuntare in me oziosissime domande del tipo: Ma leggono? Ma se leggono, perché non traggono dai libri cosette elementari del tipo sintassi, ortografia ecc? Leggono-leggono o leggono per vedere cosa tira? Perché certuni di questi sbandierano il desiderio di *scrivere*. Però qui voleva essere un po’ una sfida, un po’ un solletichio malizioso, volevo vedere chi “confessava” :o)

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  3. todrownarose gennaio 11, 2007 / 9:13 am

    in mezzo in realtà io avevo lasciato un commento (più o meno: visto che ho scordato di lasciarti un commento, ora vengo a copincollare) ma typepad non l’ha preso… sono veramente stufa delle misure antispam, e voi? una fatica, commentare sul mio stesso blog!
    quel po’ di gadda che ho letto l’ho letto da giovane, adesso vorrei andare avanti, ma non ci arrivo 🙂

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  4. spider gennaio 11, 2007 / 12:30 pm

    Io ho la regola di pagina 111. A pagina 111 decido se proseguire o no (per libri piu’ brevi di 111 pagine il riferimento diventa la 55)
    Se non ricordo male Camus paragonava i libri non finiti a dei piatti succulenti abbandonati da un lettore sprecone e colpevole
    Il Postal market in bagno è evidentemente un’abitudine che ha segnato un’intera generazione 😀

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  5. shymay gennaio 16, 2007 / 6:41 pm

    grazie del questionario; utile visto che sono alle prese con l’ influenza.
    l’ ho compilato pochi minuti fa.
    nella 5. mi ci rivedo in pieno
    alice nel paese delle meraviglie, la cognizione del dolore, la vita istruzioni per l’uso sono nella mia wishlist

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