r.i.p.

mi tocca confessare il misfatto – una cosa che non è assolutamente da me, lo giuro, dovete credermi, inspiegabile, incredibile (ma indubbiamente un segnale preoccupante). sabato scorso ho messo l’ipod in lavatrice. ringrazio tutte le persone carine che hanno pubblicato in rete resoconti apparentemente genuini di ipod risorti da lavaggio e centrifuga, una volta evaporata l’umidità: per qualche giorno mi hanno aiutato a sperare… ma il lavaggio a 60 gradi è stato veramente troppo (lo dicono anche le istruzioni, che la temperatura di, ehm, stoccaggio non deve superare i 45 – forse con un lavaggio delicato sarebbe andata meglio?).  se qualcuno vuole un ipod morto, è pulitissimo, più bianco che mai. solo per un breve momento, verso mercoledì, si è sentito girare l’hd rotto. le cuffie invece funzionano ancora.
per fortuna non mi ricordo assolutamente di quanti di quei 20 GB di musica non ho backup. e per fortuna avevo già preso un lavoro extra, che forse mi permetterà di impadronirmi in primavera di una di queste creature (peraltro prive di connessione firewire, ohibò). per ora si soffre in silenzio, è il caso di dirlo.

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9 thoughts on “r.i.p.

  1. liseuse febbraio 25, 2006 / 10:48 pm

    Oh! Riposi in pace davvero, poveretto, è stata una morte pulita, ma forse non piacevolissima. Rose, il Dio degli ipod ha voluto chiamarlo a sé, si vede che era la sua ora…Ma come giustamente dici tu, con vero spirito meneghino: lavoro, produco, guadagno, ricompro ;o)

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  2. rose febbraio 26, 2006 / 12:14 am

    mi ci ero tanto abituata, più di due anni di fedele servizio senza intoppi… erano venti giga di passione pura!
    (ricomprerò se mi decido a fare quella traduzione – oggi per esempio non ho combinato nulla.)

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  3. aroseisarose febbraio 26, 2006 / 9:41 am

    straziante… hai provato col phon? io ho sparato aria calda nella mia fotocamera digitale, che era annegata per ore in una borsa con una bottiglietta d’acqua ed e’ magicamente risorta. certo che il lavaggio a 60 gradi non e’ la stessa cosa…

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  4. rose febbraio 26, 2006 / 12:01 pm

    provato, provato… secondo me è anche l’acqua orribilmente calcarea che c’è qui [anche se nel lavaggio metto un po’ di decalcificante ;], nel display, andate via le goccioline di condensa, si vede un bell’alone fisso…
    paolo, per quando ne sarai in possesso: non dimenticartelo sotto un cuscino se la mattina dopo è giorno di bucato.

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  5. liseuse febbraio 26, 2006 / 3:59 pm

    Ah, ora hai rivelato anche i retroscena del delitto 🙂
    La traduzione è bella cosa?

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  6. rose febbraio 26, 2006 / 4:18 pm

    mah, comme-ci comme-ça… quando si traduce un libro si finisce spesso per svelarne la segreta bruttezza (salti temporali improbabili, ripetizioni, salti logici…), per poi cercare di nasconderla!
    vado a farmi un tè propiziatorio alla bisogna, prima di trasferirmi nel quartiere yiddish di toronto.

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  7. rose febbraio 27, 2006 / 10:32 pm

    sob! (G, abbi buona cura del tuo piccolino, non fare come me)
    non posso neanche rivendere la costosa custodia in neoprene, è masticata dal gatto.

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