la mano (de profundis rock)

riporta lo spettatore del teatro delle albe alla gloriosa alcina – ermanna montanari e le sue multiple personalità/voci protagoniste di una scena allucinata dove ogni altra presenza è fantasma. bene. un po’ meno bene, questa volta, l’intervento sonoro del maestro ceccarelli: pardon, ma il rock, dov’è?*  ho avuto questa reazione un po’ contenutistica (certo di scarso interesse drammaturgico), un po’ fanzinara, da finta specialista, ma insomma, per spiegarmi perché lo spettacolo non mi abbia del tutto compreso (a teatro faccio così, di comprendere io m’importa poco, il viceversa è necessario): la musica non è bella. non è «spiritualmente» rock, e nemmeno rock sperimentale come vorrebbe. forse è rock abbastanza per scandalizzare l’anziano spettatore del teatro grassi che ha pensato bene di inveire ad alta voce nella prima parte dello spettacolo (prima di andar via), ma certo non per me.  dico, vogliamo essere devastanti, come minimo – dico minimo – ci voleva thurston moore (ma dai, ci accontentavamo anche delle officine schwarz). non quella cosa tendente al metal, che contribuisce assai a rendere monocorde uno spettacolo molto intenso ma senza climax (forse per reazione, per me la parte più bella rimane quella meno esasperata, il primo monologo e lei che gira gira su se stessa, emergendo dal buio, immaginando… le clarisse col mascara).

* nello spettacolo è usato assai meglio un altro oggetto pop: la testa di topolino.

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4 thoughts on “la mano (de profundis rock)

  1. Alelale febbraio 2, 2006 / 9:41 pm

    io non commento mai perché i tuoi post son troppo alti per me, che mi trovo bene a dire scemate.
    però leggo sempre.
    volevo solo dirtelo.

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  2. rose febbraio 3, 2006 / 12:23 am

    ma no, alti, sarà che faccio fatica a spiegarmi (ma sapessi la bassezza con cui mi trascino in giro sperando di vedere qualcosa di bello… quanto al cosiddetto blog lurking, sono una specialista :o)

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  3. 9Grammi febbraio 18, 2006 / 1:01 pm

    bellissimo blog, ottimi contenuti (sono un pò “alti” anche per me)
    continuerò a leggerti ciao
    ps: mi permetto di segnalarti due film che ho visto di recente
    Capo Nord di Carlo Luglio e Fame Chimica di Antonio Boccola,
    Paolo Vari

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  4. rose febbraio 18, 2006 / 4:58 pm

    (fame chimica l’ho visto, parte bene, ma poi mi ha deluso… mi aspettavo un po’ più di durezza metropolitana, credo. non mi ha assolutamente convinto la protagonista.)
    l’altro, ohibò, mi risulta ignoto. che fanno i miei consulenti di cinema, battono la fiacca? ora li richiamo all’ordine.

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