i giardini di via confalonieri

sono un punto in cui la città perde compattezza, svela le parti di un meccanismo. anche standoci poco a leggere il giornale su una panchina (con gli occhi alquanto annebbiati dall’allergia) si nota che gli edifici intorno sono come delle quinte. a est il vuoto di uno spazio ancora da costruire, vacant lot, terrain vague circondato di plastica arancione, e poi tre livelli di costruzioni di diversa altezza, dalle case più vicine ai palazzi e grattacieli di via m. gioia; a sud via de castillia, una strada che per quasi tutta la sua lunghezza ha case solo un lato, e non fa parte di un rassicurante reticolo viario perché dietro c’è la breve area confusa (vecchi cortili? magazzini? orti?) che dà sulla stazione garibaldi; a ovest quel che resta della fabbrica dalla cui demolizione sono nati i giardini – anche questa, la «stecca», una costruzione filiforme, isolata, che non si appoggia a nient’altro. e intanto il rombo della linea due della metropolitana, questo sì regolare, a rammentare il «sotto».

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7 thoughts on “i giardini di via confalonieri

  1. avi agosto 30, 2005 / 3:46 pm

    molto bello e poetico. tra l’altro è una zona che adoro da sempre o meglio da quando la scoprii grazie alla presenza del sempre rimpianto “Querelle”, primo locale e poi storico luogo gay di milano. durò un po’ più di dieci anni e se fosse sopravvissuto quest’anno ne compirebbe 20…
    una curiosità da soddisfare. il lato sgombro della splendida via de castilia è dovuto al fatto che di lì passava il tracciato ferroviario della prima ferrovia milanese per monza e poi per varese. l’edificio che trovi in fondo a via m.gioja subito dopo la caserma della guardia di finanza è l’immobile della stazione cammuffato da abitazione civile e tuttora proprietà delle FF.SS insomma retitalia o l’altro nome che portano oggi.
    inoltre subito dopo lo stabile in cui si trova la discoteca nuova idea puoi ammirare uno dei rari depositi ottocenteschi che servivano da magazzeno per le merci trasportate per ferrovia.
    inoltre la stecca si trova isolata per ora per un puro caso: gli immobili che la costeggiavano da un lato e dall’altro fino a tutti gli anni ’70 e anzi fino agli ’80 (quelli che si trovavano dove ora c’è lo squarcio col tendono arancio) sono stati fatti saltare in previsione di speculazioni immobiliari poi non attuate, e la stessa sorte attendeva la stecca superstite.

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  2. rose agosto 31, 2005 / 10:57 am

    poetico, non so, io lo trovo anche discretamente inquietante!

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  3. liseuse agosto 31, 2005 / 8:39 pm

    MissB dovrebbe scrivere una guida poetico-turistica di Milano, altro che Aldo Nove 🙂

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  4. avi settembre 2, 2005 / 2:08 pm

    hai ragione Lisa, dovrei pensarci seriamente. ma poio chi me la pubblica ? 😦

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  5. liseuse settembre 2, 2005 / 9:22 pm

    MissB, lei ha già agganci nell’editoria, no? 🙂 Io non scherzavo, eh; all’ultima fiera di Torino per esempio Culicchia ha presentato la sua guida di Torino e pare abbia avuto un certo successo. Per i tipi della Feltrinelli un bel po’ di anni fa è uscita “Venezia è un pesce”, di Tiziano Scarpa, che io ho comprato subito, ha qualche spunto carino (ma in genere la scrittura di Scarpa la trovo come certi piatti austriaci qui, troppo sugo e troppo poco facilmente digeribili). E un anno fa Aldo Nove ha pubblicato la sua guida di Milano. Ma secondo me lei, MissB, farebbe di meglio!

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  6. rose settembre 2, 2005 / 10:38 pm

    è sicuro. e comunque, perlomeno dobbiamo dare il via alle visite guidate.

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