se a un diario di navigazione togli la navigazione

che cosa rimane? il tempo. il tempo non può che passare, è una banalità, anche se la tentazione di trattenere il respiro nel folto di un bosco per provare la sensazione che sia fermo è forte (ma inutile: se provi la sensazione, non è fermo).
dunque, mancando la navigazione a scandire alcuni percorsi, c’è per esempio il fatto che ho cambiato la foto dello sfondo scrivania in ufficio, quindi vuol dire che è passato del tempo, quella precedente mi ha stufato.
ci sono spostamenti nei giorni festivi e prefestivi, cene, birre estive, per lo più di infima qualità ma a volte no, persone che non si vedono spesso, bambini piccoli, decidere cosa mettersi ché il tempo (l’altro, cioè lo stesso) è cambiato ancora. tutto ciò non deve lasciare traccia, non è previsto, inutile pretenderlo. sbagliato anche pensare che per questo non abbia senso (o che debba averne uno).
certo il mondo in rete, pur caotico, può aspirare ad avere un ordine semantico, forse per questo mi piace, forse per questo mi manca quando la vitareale™ (ma da che blog veniva il trademark? è di antonio?) prende il sopravvento.

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