n come…

Unmarediocchi

n come… non lo so, e dunque mi regalo una visione di primavera. un tappeto precoce di «occhi della madonna». si chiamano proprio così! mille occhi di uccelli che guardano il cielo e se ne infischiano di nomi e alfabeti.

questi fiori si affacciano immancabilmente alla mia memoria e nel mio immaginario accompagnati a quelli – altrettanto minuti e stupefacenti – del «centocchio dei campi» o «mordigallina» che gli anglofoni chiamano scarlet pimpernel.
adoro le erbacce e questi piccoli fiori – nonostante si tratti «solo» di fiori di campo (fiori di marciapiede, ormai!) e nonostante ne abbia imparato i nomi: veronica persica, anagallis arvensis, galinsoga parviflora, chelidonium majus

ecco: n come nomi.
se un giorno perdessi la vista, mi rimarrebbero i nomi.

(ma come, «non lo so»? dopo tanto parlare di abbecedari, io
lo sapevo benissimo, a che cosa doveva corrispondere la lettera n in
questo gioco alfabetico-naturalistico del lunedì. non ho suggerito… però vedo che il giardiniere è arrivato alla stessa conclusione. questo
post di s. invita a pensare alle piante dell’infanzia, e io ne ho una
senza nome: quelle foglie pelosette verde scuro, un po’ a forma di
cuore, che si attaccavano ai vestiti e quindi si usavano per inventare
costumi e ornamenti. non ho veramente idea di che erba possa essere.)

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11 thoughts on “n come…

  1. Ricard0reis gennaio 17, 2005 / 2:43 pm

    Colleghi di inventario; anche se fossero molto diversi, varrebbe la pena di registrare la cosa (almeno per me). Se passi sul mio blog non troverai quasi nulla, sto “traslocando” ma ci impiegherò del tempo perché sono troppo preso da lavoro-famiglia-ammalati-gentori-sorelle-figli-che-non-studiano-fisioterapia-uffa.
    E non trovo tempo per me. Ma non sarà sempre così, spero.
    Comunque un saluto cordiale, anche perché oltre al titolo c’è anche la calma talpa a favorire la cordialità.

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  2. Mashima gennaio 17, 2005 / 3:47 pm

    Anch’io adoro quei fiori, mi riportano all’infanzia. Ti ringrazio perchè son felice di averli rivisti e anche perchè grazie a te, ora conosco i loro nomi! 😉

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  3. rose gennaio 17, 2005 / 4:52 pm

    ma il tuo inventario, ricardo, c’era da più tempo del mio (anche se l’ho scoperto solo di recente): dov’è finito tutto? coraggio per il trasloco.
    a mashima dico prego da parte del giardiniere del blog, e al giardiniere che ho sostituito il link dello scarlet pimpernel perché quello di delaware flowers non mi portava da nessuna parte…

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  4. Superqueen gennaio 17, 2005 / 8:09 pm

    Chissà perchè anche a me gli ‘occhi della madonna’ riportano all’infanzia. Crescevano sul prato dell’asilo del mio paese e non li ho mai più visti così azzurri e teneri (saranno stati gli occhi dell’infanzia a farmeli percepire così?).

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  5. ivan gennaio 17, 2005 / 8:45 pm

    indimenticabili…gli occhi della madonna…

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  6. allure gennaio 18, 2005 / 10:45 am

    mi ero rassegnata a leggerti dal computer e a commentarti dal pc…
    Stamani invece, sorpresa, leggo il post nella sua interezza,cioè non v’è nulla che si sovrappone al post stesso.
    A me, rose, dicono che ho il cosiddetto pollice verde però i tuoi fiori li avevo scambiati col myosotis.
    Una sera ho ricevuto una richiesta d’aiuto telefonico perchè dicessi la mia su una pianta che stava per morire, si trattava del lilium, ne ho un esemplare arancione molto bello su uno dei terrazzini della casa (nell’edificio tardo ottocento per intenderci). Al mio interlocutore telefonico devo suggerire di consultare il tuo blog: così prezioso (e non solo per quel che concerne la flora)…
    Forse non a caso, nel mio link sei: rose, lanci delicati (avrei forse dovuto aggiungere anche profumati).

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  7. s. gennaio 18, 2005 / 2:47 pm

    la veronica ha un posto nel cuore dei tuoi lettori! ma quelle foglie pelosette…? sicuramente le sapresti riconoscere ancora quando le vedi. me le devi far vedere! 😉

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  8. rose gennaio 18, 2005 / 5:23 pm

    anch’io ricordo bene quando mi insegnarono a distinguere gli occhi della madonna dal non ti scordar di me. quanto alle foglie pelosette, andrò a vedere se crescono ancora nel giardino avito.

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  9. s. gennaio 31, 2007 / 4:36 pm

    “foglie vere con scanalature morbide, pagina suoeriore lucida; più o meno villose, da reniformi a cuoriformi arrotondate” (da Martin Hanf, Le Infestanti d’Europa)
    è la descrizione della Glechoma hederacea, la pianta che la tua descrizione – molto più efficace dell’arido hanf!- ha evocato in me rileggendo questo vecchio post! ;-)http://www.ruhr-uni-bochum.de/boga/html/Glechoma.hederacea.Laub.ho2.JPG
    ricordi se fioriva di violetto? 🙂
    http://images.google.it/images?hl=it&q=glechoma%20hederacea&btnG=Cerca+con+Google&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sa=N&tab=wi

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  10. rose gennaio 31, 2007 / 10:57 pm

    fuochino… ma le foglie sono più scure e non così smerlate. poi non ci ho più pensato, ma prometto che se le ritrovo le fotografo!
    (grazie sandy)

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