un blog in sonno

forse si sveglierà se ritorna la guerra fredda o qualcosa del genere.

sporadici aggiornamenti su instagram

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scaffali: inventari di vite

Gli scaffali sono minibibliografie (o a volte anche discografie) compilate a posteriori, prendendo atto del contenuto della libreria.

Eugenio Baroncelli, Mosche d’inverno. 271 morti in due o tre pose, Sellerio 2010.
Norman Douglas, Biglietti da visita. Un viaggio autobiografico, trad. di J. Rodolfo Wilcock, Adelphi 1983.
Giorgio Manganelli, Centuria. Cento piccoli romanzi fiume, 1979; ed. accresciuta Adelphi 1995.
J. Rodolfo Wilcock, La sinagoga degli iconoclasti, Adelphi 1972.

miss world

ossia i pochi link che ho trovato su Jonathan Perkins dopo aver comprato tempo fa l’album della sua band Miss World (omonimo), uscito nel 1992 per la Anxious Records di Dave Stewart.

jp su youtube

notizie

sparse

c’entra la cornovaglia, dove jp fa anche un lavoro serio.

 

scaffali: james joyce – finnegans wake

Gli scaffali sono minibibliografie (o a volte anche discografie) compilate a posteriori, prendendo atto del contenuto della libreria.

Chester G. Anderson, Joyce, tr. it. di Maria Teresa Marenco, Leonardo, Milano 1989 (breve biografia con molte illustrazioni)

Anthony Burgess, Re Joyce, Norton 1968, reiss. 2000

Umberto Eco, Le poetiche di Joyce, Bompiani 1982 (da biblioteca, altrimenti irreperibile)

James Joyce, Finnegans Wake, Oxford University Press 2012

James Joyce, Anna Livia Plurabelle, tr. it. di Joyce e Frank, tr. fr. di Beckett et al., Einaudi 1996 (da biblioteca, altrimenti irreperibile)

James Joyce, Finnegans Wake H.C.E., tr. it. di Luigi Schenoni, Mondadori 1982 (capp. 1-4)

James Joyce, Finnegans Wake libro terzo, capitoli 1 e 2, tr. it. a cura di Enrico Terrinoni e Fabio Pedone, Mondadori 2017

James Joyce-J. Rodolfo Wilcock, Finnegans Wake, Giometti & Antonello 2016

Roland McHugh, Annotations to Finnegans Wake, fourth edition, Johns Hopkins University Press 2016

le coincidenze fra danza classica e yoga

Forse possono colpire solo chi ha praticato queste due discipline e nessuno sport (cioè me). Non so se ci sia bibliografia; in rete trovo solo poche note occasionali.*  Nato dal déja vu di certe asana che ricordano gli esercizi preparatori, il parallelo fra due pratiche diversissime (l’una innaturale, quasi punitiva e dominata dall’intelletto, l’altra organica, liberatoria e tesa a sviluppare un «pensiero del corpo») si giustifica forse con la qualità estremamente soddisfacente del lavoro sulla forma.
Non penso invece che ci siano derivazioni dirette, essendo il balletto codificato nella Francia del Seicento e Settecento, dove l’influsso della cultura indiana sembra improbabile.
Ogni contributo è benvenuto…

*Ho dovuto ricorrere alla Wayback Machine perché le pagine erano sparite mentre il post rimaneva in bozza (quei cinque o sei anni).

C’era una volta il Friday cat blogging

(oggi sarebbe un semplice hashtag). per questo venerdì di ottobre: ci mancano i gatti greci.

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gare du nord di claire simon

[appunti mai sviluppati su un film visto tre anni fa]

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(partir, c’est mourir un peu)

piani spaziali

piani sonori

l’accademia e la vita

le ragazze sole: secondo il giovane nero «non dovrebbero stare lì» ma ce ne sono tante, tantissime

al contrario dell’aeroporto la stazione è in continuo scambio con la città, non ha la sua qualità di bolla protetta dalla distanza e dai controlli di sicurezza.

morte passaggio

esplicitano la soglia: ragazza con didgeridoo, la dame pipi

le ossessioni di tutti: di ismael per la stazione, di mathilde per ismael, di sacha per la figlia scomparsa, fino ai personaggi  più disturbati: l’uomo che odia la biancheria provocante, quello che ripete «non sono nel panico come voi», il sardo che crede di avere un microchip nel cervello

gary

lou castel

il film è un po’ lungo, a un certo punto ho capito che mi stancava e ho ritrovato la sensazione di quei sogni in cui devo partire e giro per una stazione senza riuscirci.

mathilde se ne va.

joan e ismael pure.

(on laisse un peu de soi-même / en toute heure et dans tout lieu)

Scaffali: Ornella Volta

Gli scaffali sono minibibliografie (o a volte anche discografie) compilate a posteriori, prendendo atto del contenuto della libreria.

Ornella Volta: esperta di vampiri e altri mostri letterari, cronista del maggio parigino, in seguito è diventata la massima studiosa di Satie. Non compare su Wikipedia ma su Wikipédia.

Poche le altre tracce di lei in rete:

un suo articolo abbastanza recente su alfabeta

una breve intervista in francese

un articolo su di lei su una rivista di fantascienza che potrei recuperare (in Italia è personaggio di culto per gli amanti dell’horror)

la traduzione inglese della corrispondenza con l’editore parigino che stentava a riconoscerle i diritti per la curatela del libro di Satie

una sua apparizione a un festival cinematografico a Trieste, dov’è nata.

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Scopro OV anche fine traduttrice: nel volume Frankenstein & C., il «prontuario di teratologia filmica» da lei curato, oltre agli arguti interventi critici sono sue anche le versioni dei testi di Stevenson, Wells, Stoker, Leroux, Connell, Seabrook, Swift.

fullsizerender

Francobolli di Alice

Royal Mail, illustrazioni di Grahame Baker Smith per Godfrey Design.

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La mostra su Jean-Paul Goude al PAC

di milano risulta un po’ deludente… con i suoi materiali tutti riprodotti in digitale su  identici pannelli, pare essere, a una breve indagine, solo una pallida copia di quella tenuta a parigi qualche anno fa.

Lo scaffale di Alice

aggiornato all’ultimo (non) compleanno e pure in ordine cronologico.

• nel paese delle meraviglie di lewis carroll con acquerelli di arturo rackham, fatto italiano da emma g. cagli, istituto italiano di arti grafiche, bergamo s.d. [1908]

• alice’s adventures in wonderland by lewis carroll illustrated by arthur rackham, william heinemann, london 1907, fourth impression 1919

• the complete alice & the hunting of the snark by lewis carroll, illustrated by ralph steadman, jonathan cape, london 1986

• lewis carroll, alice in wonderland, illustrated by lisbeth zwerger, north-south books, london-new york 1999.

• lewis carroll, the annotated alice: the definitive edition (alice’s adventures in wonderland & through the looking glass), introduction and notes by martin gardner, illustrations by john tenniel, w.w. norton & c., new york-london 2000.

• lewis carroll, alice nel paese delle meraviglie, traduzione di aldo busi, testo originale a fronte, feltrinelli 1993 (2004)

• bryan talbot, alice in sunderland, jonathan cape 2007

• lewis carroll, alice, edizione annotata da martin gardner, traduzione e cura di masolino d’amico, illustrazioni originali di john tenniel, rizzoli (bur-extra) 2010

• lewis carroll, le avventure di alice nel paese dell meraviglie attraverso l’arte di yayoi kusama, orecchio acerbo, roma 2013

Quest’anno sarebbe uscito pure (ma lo lasciamo lì dov’è):
The Annotated Alice: 150th Anniversary Deluxe Edition, combining the previous works of Gardner and expanded by Mark Burnstein, president emeritus of the Lewis Carroll Society of North America. It includes features such as more than 100 new or updated annotations, over 100 new illustrations by Salvador Dali, Beatrix Potter, Ralph Steadman, and 42 other artists and illustrators (in addition to original art by Sir John Tenniel), and a filmography of every Alice-related film by Carroll scholar David Schaefer.

A questo punto sarei più per il merchandising: ho già il mug con il gatto che sparisce; via verso le carte da gioco.